{"id":372,"date":"2015-01-10T12:00:34","date_gmt":"2015-01-10T11:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/kalb.it\/simone\/?p=372"},"modified":"2015-01-13T15:24:04","modified_gmt":"2015-01-13T14:24:04","slug":"i-superstiti-di-ragnarok-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kalb.it\/simone\/2015\/01\/i-superstiti-di-ragnarok-recensione\/","title":{"rendered":"I superstiti di Ragnarok &#8211; Le letture del sabato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-392 size-medium\" src=\"http:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok-200x300.png\" alt=\"i_superstiti_di_ragnarok\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok-200x300.png 200w, https:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok-684x1024.png 684w, https:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok.png 747w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Uscito per la colonna &#8220;Urania&#8221; per la prima volta nel &#8217;76, &#8220;<em>I superstiti di Ragnarok<\/em>&#8221; di Tom Godwin \u00e8 un libro di fantascienza a cui a primo acchito non davo una lira. Acquistato in una bancarella di Lucca insieme ad un&#8217;altra decina per qualche spicciolo, \u00e8 stato una vera sorpresa.<\/p>\n<p>Il libro, circa 130 pagine, parla di come 4000 esseri umani, catturati e resi schiavi da esseri extraterrestri, i &#8220;<strong>Gern<\/strong>&#8220;, siano stati trasportati e abbandonati su un pianeta ostile, <em>Ragnarok<\/em>.<\/p>\n<p>Sebbene su Ragnarok\u00a0l&#8217;aria fosse rarefatta, la gravit\u00e0 fosse una volta e mezzo quella terrestre ed il pianeta popolato da belve feroci e assassine, sul punto di estinguersi, questo sparuto manipolo di uomini, muore s\u00ec, ma cerca di adattarsi. E nel farlo l&#8217;autore ci consegna quella che secondo me \u00e8 una visione romantica, ma fondamentalmente realistica dell&#8217;approccio dell&#8217;essere umano alla vita.<\/p>\n<p><!--more-->Le prime generazioni di abitanti cercano di difendersi come possono dall&#8217;ambiente, ma contemporaneamente tendono a riprodursi, sebbene sono coscienti del fatto che nel farlo, le donne, quasi sicuramente moriranno. Successivamente cercano mano a mano di abituarsi alla gravit\u00e0, erigere le prime abitazioni e difendersi dagli animali, e cercano\u00a0di riuscire a comunicare dapprima in forma rudimentale, poi in maniera sempre pi\u00f9 articolata, anche con l&#8217;ausilio di determinati metalli che costarono la vita a svariate persone.<\/p>\n<p>Di generazione in generazione, quindi, gli\u00a0uomini affinano le tecniche di sopravvivenza e fanno anno dopo anno, sempre pi\u00f9 loro il pianeta. Le generazioni native non soffrono pi\u00f9 per la gravit\u00e0, sviluppano un&#8217;intelligenza e una capacit\u00e0 di adattamento migliore e pi\u00f9 articolata dei loro antenati terrestri.<\/p>\n<p>E qui, a mio parere, esce fuori il meraviglioso disegno dell&#8217;uomo che riesce, nonostante le immani difficolt\u00e0 di un pianeta, Ragnarok, inospitale e tremendamente freddo, a vedere se stesso non come fine ultimo, ma come mezzo per il perpetuarsi della specie. L&#8217;uomo che non ragiona egoisticamente e che anche se sa che la sua non potr\u00e0 mai essere la generazione che avr\u00e0 il beneficio di lasciare il pianeta per tornare sulla Terra, si adopera affinch\u00e9 i suoi figli ed i figli dei suoi figli, un giorno, chiss\u00e0 quando, possano\u00a0tornare finalmente a casa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok_back.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-391\" src=\"http:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok_back.png\" alt=\"i_superstiti_di_ragnarok_back\" width=\"680\" height=\"988\" srcset=\"https:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok_back.png 680w, https:\/\/kalb.it\/simone\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/i_superstiti_di_ragnarok_back-206x300.png 206w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La speranza che anima l&#8217;agire di questi arditi e valorosi ragnarokiani (si dir\u00e0 cos\u00ec?) ci fornisce anche a noi &#8220;terrestri&#8221; la convinzione che nulla mai \u00e8 perduto anche quando sembra che non ci sia pi\u00f9 alcuna chance di salvezza, che mi sembra una prospettiva di vita di sicuro molto pi\u00f9 allettante, rispetto a quella di chi perde la fede e si rinchiude nella propria negativit\u00e0. La speranza effettivamente non muore mai e gli abitanti di Ragnarok ne sono la dimostrazione letteraria pi\u00f9 lampante e credibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uscito per la colonna &#8220;Urania&#8221; per la prima volta nel &#8217;76, &#8220;I superstiti di Ragnarok&#8221; di Tom Godwin \u00e8 un libro di fantascienza a cui a primo acchito non davo una lira. 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